12 volte Silvia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 22 novembre 2017 ore 21.00

 

di Philip St. John

traduzione Carolina Migli Bateson

con Fabrizio Croci, Eva Martucci, Carolina Migli Bateson, Mariano Arenella

regia e scene Domenico Ammendola

produzione NoveTeatro

 

12 volte Silvia è una pièce teatrale che parla dell’arte, del potere, della dipendenza. La pièce si divide in due atti di quattro scene speculari tra loro, e parla di quattro personaggi: Barry e Silvia, l’artista e la sua musa, e Nick e Shelly, una coppia di misteriosi collezionisti d’arte. Il primo atto avviene a casa di Barry e Silvia, il secondo a casa di Nick e Shelly. Dopo un passato di droga e prostituzione, Silvia vive con Barry, un pittore che durante gli ultimi due anni l’ha presa come musa ispiratrice, l’ha curata, ripulita, rimessa sulla retta via ed ha documentato tutto proprio nei suoi dipinti. Così è diventato un pittore di fama nazionale ed ha sposato la sua musa, Silvia.

La prima scena del primo atto si apre con Barry, Nick e Shelly nella casa di campagna di Barry: i due sembrano interessati ad acquistare l’ultimo dipinto della loro collezione SILVIA 12, ma ben presto l’artista si accorge che loro in realtà vogliono comprare Silvia, quella vera.

Nella scena seconda Silvia e Barry stanno litigando e si evince che Silvia ha incontrato i collezionisti prima di Barry ed ha promesso loro una notte di sesso estremo in cambio di soldi, necessari alla coppia in bancarotta. A Barry non sta bene, ma poi decide di partecipare.

La scena terza vede i quattro protagonisti in scena. Nick e Shelly hanno deciso di non pagare perché l’accordo non prevedeva la presenza di Barry, in più Shelly ha scoperto che Silvia si è drogata e questo ha fatto tirare i temi in barca alla coppia.

La scena quarta racconta della rottura della relazione tra Barry e Silvia, che rimane sola nella casa di campagna con una dose di eroina.

Nell’atto secondo ci troviamo nell’appartamento di lusso di Nick e Shelly. E’ passato un anno e Barry è diventato ricco e li va a trovare. Scopre che la sua Silvia vive proprio lì con loro e Barry se la vuole ricomprare.

Nella scena seconda si evince che durante l’anno trascorso Nick e Shelly hanno accolto Silvia nella loro casa, l’hanno curata e disintossicata in cambio di sesso ed ora che loro hanno perso soldi la vogliono vendere per una notte proprio a Barry. Silvia, che non vuole perdere la sua posizione, acconsente.

La terza scena, la più drammatica, vede Barry intento a dipingere Silvia; lei vorrebbe scappare via con lui ma non capisce perché lui non la vuole. Barry in realtà si è drogato e invita Silvia a farsi con lui. Lei è più forte, ma più lei resiste più lui aumenta la dose fino a morire soffocato dal suo stesso vomito. L’ultima scena si chiude con le figure dei collezionisti che si divertono e sono felici di avere l’ultima opera di Barry: la macchia di vomito. Cercano di nascondere a Silvia la loro contentezza, la consolano, ma in lei è avvenuta una catarsi ed ha deciso di vivere la sua vita senza più dipendere da nessuno.

Presentazione e note di regia di Domenico Ammendola
Con 12 volte Silvia portiamo avanti la ricerca sulla drammaturgia contemporanea anglosassone che caratterizza il nostro centro teatrale. Il testo “The Sylvia”, opera dell’autore irlandese Philip St John, mai edito né rappresentato in Italia, è stato per la prima volta tradotto in lingua italiana da Carolina Migli Bateson e viene messo in scena in prima nazionale assoluta sabato 16 aprile 2016 (e in replica domenica 17).

La pièce racconta la storia di un pittore, Barry, e della sua musa, Silvia. Barry, dopo un grande successo iniziale avuto grazie a 12 quadri che ritraevano Silvia in vari aspetti, sposa Silvia e si ritirano in campagna. Qui comincia la storia che porterà al logoramento della coppia.

Nel testo Silvia viene strumentalizzata da tutti gli altri personaggi in maniera più o meno consapevole e spietata. Il rimando ad Allen Jones, scultore e artista pop britannico che fece scandalo negli anni ‘70 con la sua donna fatta a tavolino, è stato immediato. Allen ha fondato la sua poetica sull’oggettificazione della donna ed è stato un precursore perché, attraverso la sua arte, individuò già dagli anni ’60 questo come un problema della società e di civiltà. L’immagine che Allen dà della donna, di conseguenza, mi sembrava assolutamente in linea col personaggio di Barry e la sua arte. In verità è lo stesso Barry che fomenta la strumentalizzazione della donna, pur dichiarandosi contrario.

Richiama l’arte – in particolare le sculture a tuttotondo – anche la messa in scena: a 360 gradi, grazie all’abbattimento della quarta parete. La scelta della circolarità mi ha ricordato inoltre la teoria temporale del filosofo Nietzsche secondo cui il tempo è un cerchio (Così parlò Zarathustra) e ripercorrerai sempre le stesse azioni (eterno ritorno).

Ingabbiare gli attori in un rombo circondato dagli spettatori mi è sembrato il modo migliore per rappresentare questa ciclicità ricorrente e alternata: il reiterarsi tra primo e secondo atto, infatti, è caratterizzato sì dalla continuità ciclica, ma anche dallo scambio speculare tra le parti. Inoltre la scelta del rombo mi ha permesso di lavorare su triangolazioni sistematiche che nel testo vengono esplicitamente scritte: anche nelle scene in cui ci sono tutti e quattro i personaggi, ci sono sempre situazioni triangolari. Per esempio, i borghesi che vanno a trovare Barry e Silvia si comportano come corpo unico, sono sì personaggi distinti, ma hanno uno scopo comune a scapito degli altri due. Triangolazioni nei rapporti, quattro personaggi come gli spigoli di un quadrato che si scambiano in modo speculare, ciclicità ricorrente delle situazioni sono stati tutti incorniciati, come in un quadro, nella scena a rombo circondata dal pubblico.

La scelta dei costumi e delle luci, infine, va a sottolineare e ad amplificare i concetti espressi fino ad ora: l’arte di riferimento di Allen Jones, con la sua iconografia grottesca e non attinente alla realtà, un testo che porta nella direzione dell’estremo e una dimensione spaziale che obbliga, anch’essa, ad una scelta non realistica.

COSTO INGRESSI:

  • Intero: € 10,00
  • Ridotto: € 9,00 (giovani di età inferiore a 18 anni, persone sopra i 65 anni, studenti, allievi scuole di teatro con tessera)
  • Carnet: € 8,80
  • Ridotto: € 8,50 (titolari Younger Card)
  • Omaggio: (accompagnatori portatori di handicap)

ACQUISTO BIGLIETTI:

  • Presso la biglietteria del teatro il giovedì dalle 10,30 alle 12,30
  • Il giorno prima di qualsiasi spettacolo dalle 17.00 alle 19.00
  • Il giorno stesso di qualsiasi spettacolo dalle 18.30 alle 21.00
  • On line sul sito www.vivaticket.it

Il presente programma potrà subire variazioni non dipendenti dalla volontà della direzione