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DESCRIPTION:MERCOLEDI 11 FEBBRAIO 2026 – Ore 20:45\n \ndi Molière\nadattamento e traduzione di Angela Dematté\nregia di Andrea Chiodi\ncon Tindaro Granata e Lucia Lavia\ne con Angelo Di Genio\, Emanuele Arrigazzi\, Alessia Spinelli\, Nicola Ciaffoni\, Emilia Tiburzi\, Ottavia Sanfilippo\nscene di Guido Buganza\ncostumi di Ilaria Ariemme\nmusiche di Daniele D’Angelo\nluci di Cesare Agoni\nconsulenza ai movimenti di Marta Ciappina\nassistente alla regia Elisa Grilli\nproduzione di Centro Teatrale Bresciano\nin coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura\, Viola Produzioni Roma \nDopo il successo degli allestimenti dedicati a classici come La locandiera di Goldoni e La bisbetica domata di Shakespeare – per cui Tindaro Granata è stato candidato al Premio Ubu –\, l’attore siciliano e il regista Andrea Chiodi tornano a collaborare lavorando su uno dei testi più fortunati di Molière\, Il malato immaginario. \nIl 1673 è l’anno di composizione dell’opera: un nuovo attacco di Molière contro i medici\, che testimonia\, ancora una volta\, il suo odio viscerale per questa categoria. \n“Molière – scrive Giovanni Macchia\, tra i francesisti più autorevoli del Novecento – è uno scienziato delle nevrosi”. È un uomo malato\, che teme di morire\, ma che sa anche che ridere e far ridere è una difesa contro quelli che erano i suoi stessi mali: la gelosia\, il dolore\, l’ansia\, la malinconia. C’è\, dunque\, dietro commedie che sembrano fatte di comicità persino farsesca\, l’ombra di un autoritratto\, un gioco\, dice Macchia\, “tra assenza e presenza”. \n“La mia esplorazione e curiosità per questo testo – dichiara Andrea Chiodi – inizia da questa battuta di Molière: ‘Quando la lasciamo fare\, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine\, è la nostra impazienza che rovina tutto\, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie’. Una visione che fa un po’ paura\, ma che\, allo stesso tempo\, mi intriga moltissimo”. \nE sarà un Malato immaginario onirico e irriverente quello firmato da Andrea Chiodi\, divertente e contemporaneo nel portare in scena le vicende familiari dell’ipocondriaco Argante\, circondato da medici inetti e furbi farmacisti\, ben felici di alimentare le sue ansie per tornaconto personale. \nCome l’avaro Arpagone\, Argante è vittima di sé stesso e burattino di chi gli sta intorno\, prigioniero della sua stessa paura\, un’ossessione – l’ipocondria – che in questa nuova versione del capolavoro di Molière diventerà piena protagonista. \nNote di drammaturgia \ndi Angela Dematté \nIl malato immaginario arriva alla fine di un periodo complesso per Molière: come in una corsa al massacro sociale si sposa con una donna che potrebbe essere sua figlia (e tanti pensano lo sia davvero)\, scrive opere sempre più scomode (subendo costantemente gli strali delle categorie che prende di mira: tartufi\, misantropi\, avari…) ed entra in conflitto con il musicista beniamino del re\, Gianbattista Lulli. In questo stato scrive per sé il personaggio di Argante\, malato immaginario. Come scrive Cesare Garboli: “La malattia di Argan soccorre il malato come un sedativo. Lo soccorre nel profondo bisogno di non esistere\, di addormentarsi\, di assentarsi\, finché tutta la vita sia risucchiata dal nulla. Se la vita è male\, asserisce Argan\, si può viverla solo se si è ‘malati’\, o si è irresponsabili e ciechi. Argan difende un asilo innocente\, il suo diritto all’infanzia.” \nMi sembra che l’autofiction in cui tutti noi esseri umani siamo caduti da qualche tempo\, questo nostro rappresentarci continuamente anche nei nostri malanni più intimi\, sia molto simile alla malattia di Argante/Molière. \nVogliamo mostrarci malati\, immolarci\, morire in scena per trovare disperatamente qualcuno che ci accudisca\, compatisca\, perfino che ci derida o che ci odi: cerchiamo un qualsiasi sguardo genitoriale che ci permetta di esistere. Il re Luigi/padre sta già sostituendo Molière con un nuovo musicista/figlio\, più furbo\, leggero e di moda e – paradossale – con il suo stesso nome: Gianbattista. Molière non sarà più il commediante del re. \nQuello di Argante/Molière è un ultimo\, disperato sforzo. \nMorendo\, Molière ci deve aver detto qualcosa d’essenziale\, di vicinissimo a noi. \nSi esiste solo se si è guardati. Si muore\, talvolta\, per esistere. \nNote di regia\ndi Andrea Chiodi \n“Io sono il malato!”\, così grida Argante al fratello Beraldo e alla serva Tonina: “Io sono il malato!”… \nMi sono chiesto se questo grido non fosse il grido disperato di un autore teatrale che\, mentre scrive\, si sente messo da parte\, ridicolizzato dalla società\, non più di moda e\, nel caso di Molière\, non più accettato a corte. \nCon questo lavoro ho cercato di mettere in scena questo grido disperato\, il grido di un artista\, la domanda di un artista\, la domanda di chi cerca di far capire a chi parla la sua arte\, il suo teatro\, fino a morirci dentro\, fino a decidere di essere malato per proteggersi dalla durezza della realtà. L’abbiamo fatto con il testo integrale e fedele con la sola aggiunta della supplica di Molière al Re\, supplica in cui domanda: “Allora ditemi sinceramente\, mio sovrano Signore\, se volete che io scriva ancora delle commedie. Io non voglio dar fastidio a nessuno. Preferirei morire piuttosto che pensare che il teatro di Molière disgusta tanto da detestare il solo sentirlo nominare.” \nVendita biglietti\nda sabato 18 ottobre a venerdì 24 ottobre  \nmartedì\, mercoledì e venerdì dalle 16:30 alle 18:30\ngiovedì e sabato dalle 10:00 alle 12:00 \nOrari biglietteria da lunedì 28 ottobre: \ntutti i giovedì dalle 10:00 alle 12:00\nil giorno prima di qualsiasi spettacolo in cartellone (si possono acquistare i biglietti di qualsiasi spettacolo in stagione) dalle 16:30 alle 18:30\nil giorno stesso dello spettacolo un’ora prima dell’esibizione. \nVendita online biglietti singoli da lunedì 20 ottobre \nRIDUZIONI \n10% sul prezzo del biglietto\n– Giovani di età inferiore ai 25 anni\n– Persone sopra i 65 anni\n– Studenti\n– Allievi scuole di teatro con tessera\n– Palchi laterali I°-II° ordine e III° ordine centrali \n12% sul prezzo del biglietto\n– Palchi laterali III° ordine\n– Prima fila platea \n15% sul prezzo del biglietto\n– Possessori tessera Younger card \n50% sul prezzo del biglietto\n– Un’ora prima inizio spettacolo sui posti rimasti disponibili\nRiduzione riservata solo agli studenti\n– Diversamente abile e accompagnatore \nOmaggio\n– diversamente abile (senza accompagnatore)\n– Bambini fino ai 10 anni (escluso il teatro famiglia) \nGli abbonati del teatro Franco Tagliavini hanno diritto ad uno sconto del 10% sul prezzo intero del biglietto per tutti gli spettacoli nei teatri gestiti da Ater Fondazione consultabili sul sito: www.ater.emr.it \nLe riduzioni non sono cumulabili.
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